Need for Speed: Shift
EA ci ripropone un Need for Speed alla ricerca di uno stile più simulativo, ben diverso da quelli a cui ci aveva abituati. Abbandonate le corse clandestine, ci ritroveremo proiettati in pista o circuiti chiusi cittadini, privi del tutto di ignari cittadini da evitare o poliziotti a caccia della vostra patente. Allacciate, quindi, cinture e … casco.
DRIVING REVOLUTION
La prima impressione che NFS: Shift ci dà è quella di strizzare l’occhio al vecchio Toca Race Driver per buona parte della sua strutturazione: dalla modalità carriera a categorie, alla giocabilità stessa, con macchine che reagiscono con una fisica molto più verosimile dei precedenti NFS. Si nota, però, la totale assenza di una storia di base; dimenticatevi, quindi, personaggi reali o renderizzati che vi sproneranno a gareggiare; l’unica guida sarà una voce, accompagnata da piccoli video, stilisticamente molto curati, che vi spiegherà la struttura del gioco di volta in volta. L’ unico obiettivo che avrete è quello di diventare il campione nella classe “World tour”. Come? Vi dovrete guadagnare una certa “fama” di pilota, simboleggiata da stelle, in base alle prestazioni di guida.
La prima corsa vi proietterà in pista per testare la vostra abilità di pilota e suggerirvi, quindi, i migliori settaggi di gioco (tra cui danni, aiuto in curva o in frenata..ecc) tutti modificabili successivamente. In seguito, vetture e piste (per un totale di 60 macchine e 37 tracciati disponibili), sono suddivise in classi raggruppate in base alla difficoltà e tipologia (variando tra race, drift, head to head, eliminator, time trial, ecc), diventando sempre più complesse ad ogni progressione arrivando a risultare, talvolta, persino un po’ frustrante. Nonostante la quantità di vetture potrebbe far storcere un po il naso, la gamma a disposizione è pressoché completa includendo alle marche più comuni, alcune del calibro di Lamborghini, Bugatti o Pagani. La Slightly Mad Studios ha espresso tutto il suo impegno nel creare un gioco completamente improntato sulla guida in-car gestendo magistralmente la telecamera e riproducendo fedelmente, senza però dare eccessivo fastidio, i movimenti ai quali il pilota viene sollecitato. La visuale interna subisce quindi oscillamenti in presenza di curve, accelerazioni, frenate o scossoni dati dall’alta velocità o imperfezioni del terreno. Merita poi una nota particolare la gestione della telecamera che crea effetti di sfumatura del cruscotto a velocità elevate massimizzando la concentrazione sulla pista, e che produce una vista annebbiata, scossa e in bianco e nero negli incidenti.
Nonostante l’impronta racing su pista,gli sviluppatori non hanno evitato di implementare il tuning sia estetico che meccanico, compreso il famigerato NOS. Per chi, però, si aspetterà l’usuale esplosione dei cavalli con visuale distorta una volta immessa la “nitro”, rimarrà deluso. Immancabile poi la modalità on-line che però, per quanto divertente, è molto scarna e dotata di pochissima varietà. In tali modalità la vostra abilità di guida e il vostro “ranking” decideranno quale macchina, pista e avversari potrete affrontare.
AIM FOR THE PODIUM
Dimenticatevi, almeno per ora, i vecchi Need For Speed. EA cambia approccio e crea un gioco che punta in alto, proponendoci uno splendido gioco a metà tra la simulazione e l’arcade non privo, però, di difetti e bug e che punta poco sull’ on-line. Divertente, impressionante, originale e coinvolgente. Need For Speed:Shift entra di diritto nella schiera dei validi acquisti. In definitiva, in attesa dell’altisonante GT5…perché no?