Saw – The Videogame
Saw – The Videogame nasce come un tributo sincero alla saga omonima da cui prende il nome, immergendo il giocatore in un contesto di terrore e angoscia tipici dei film da cui trae ispirazione. All’inizio del gioco, il protagonista (il tenace Detective Tapp) si ritroverà imprigionato all'interno di una sorta di manicomio, con un in testa un casco metallico composto da lame e spuntoni di vario tipo. Starà a noi riuscire ad uscire da questa situazione spinosa, dando adito a tutta la nostra abilità nel premere in rapida sequenza i tasti del pad. Una volta risolto questo piccolo ma angosciante enigma, ci accorgeremo tuttavia che il luogo in cui ci troviamo altri non è che una temibile trappola di mattoni e cemento messa in piedi dall’Enigmista, al cui interno è possibile udire solo echi di morte e disperazione.
L’ENIGMA FINALE
L’intera vicenda è quindi un’avventura d’azione e di terrore inquadrata in terza persona, mentre il nostro sfortunato alter ego è chiamato a destreggiarsi nelle claustrofobiche ambientazioni di gioco. Il nostro acerrimo nemico Jigsaw ci proporrà i suoi enigmi senza mai mostrarsi in prima persona, bensì apparendo di tanto intanto nei consueti apparecchi televisivi sparsi per le varie camere del manicomio (proprio come succedeva nei film).
E, sempre come nelle pellicole cinematografiche, ogni macabro indovinello è legato a doppio filo ad una macchina di tortura ben precisa, con all’interno il malcapitato di turno. Pena: la mutilazione e la morte del soggetto. Starà a noi, grazie al nostro ingegno, risolvere un indovinello dietro l’altro, sino all’inevitabile rush finale. Detta così può anche sembrare un’avventura affascinante e con una quantità notevole di puzzle solving di qualità, ma vi assicuriamo che non è affatto così: purtroppo, gran parte dell’interesse svanisce dopo solo 4/5 enigmi, dato che spesso saremo chiamati a ripetere sempre e solo determinate azioni predefinite. Ma non è tutto: le ambientazioni, per quanto affascinanti sotto il profilo meramente estetico, sono alla lunga ridondanti e poco varie, con un assiduo backtracking che non fa altro che accentuare questa sensazione di noia e frustrazione.
Alcune sporadiche fasi di combattimento contro i loschi figuri che infestano il manicomio di Jigsaw tenteranno di rendere il tutto più vario, ma a rovinare il tutto interviene un sistema di controllo grossolano ed imperfetto, oltre ad una telecamera decisamente schizofrenica. E purtroppo, anche per quanto riguarda l'aspetto meramente tecnico, Saw – The Videogame non brilla per chissà quale spettacolo: il motore grafico Unreal Engine 3 dimostra come sempre di fare il suo dovere, sebbene le (poche) locazioni orrorifiche ed i personaggi di contorno siano ad ogni modo realizzati con scarsa cura per i particolari.
L’ORRORE CONTINUA
Saw: The VideoGame non riesce in alcun modo a replicare le tematiche profonde e toccanti di un Silent Hill qualsiasi, sebbene a conti fatti l’atmosfera della saga cinematografica omonima di James Wan e Leigh Whannell sia realizzata quantomeno con decenza. Ma, in virtù dell’uscita di recenti tie-in di successo (come Batman & co.), acquistare quest’ultimo prodotto Konami varrebbe a dire volersi del male. Ed in questo caso, più che in altri, ci vien da dire: ‘neanche sotto tortura’.