Dante's Inferno
In questi giorni, bislacchi strepiti provengono dal cimitero di Ravenna dove Dante Alighieri riposa in pace, o forse è preferibile sostenere riposava. Durate gli accertamenti, nel suo sepolcro sono state riscontrate molteplici lacerazioni, secondo gli esperti causate da energiche movenze interne. Nessuno sa da cosa derivi un evento di tale portata, facile per noi intuirlo: Dante dall’alto dei cieli ha visto Dante’s Inferno.
LASCIATE OGNI SPERANZA…
La trama del gioco si allontana drasticamente dal capolavoro originale, viaggio poetico dello scrittore fiorentino. Qui, infatti, Dante è nientemeno che un guerriero crociato al servizio di re Riccardo ed inviato in Terra Santa, dove arriva a confrontarsi nientemeno che con la Morte in persona. Tuttavia, dopo averla sconfitta ed essere tornato verso casa, Dante scopre con raccapriccio che la sua amata Beatrice è stata barbaramente uccisa e la sua anima portata via da Lucifero (un copia e incolla della scomparsa della famiglia di Maximus nel celebre film di Ridley Scott ‘Il Gladiatore’!). Ha inizio così un lungo viaggio nell’Ade, attraverso i nove celebri gironi infernali. La storia è narrata con il solito mix di grafica in game, computer grafica e filmati animati.
Joypad alla mano, il gioco si rivela essere un action game totalmente plagiato da God of War: 4 livelli di difficoltà non bastano a nascondere una giocabilità noiosa e ripetitiva (meno male che la longevità complessiva si attesta sotto alle 10 ore), mentre la monotonia nello stile grafico e strutturale dei vari livelli danno il colpo di grazia: gli avversari che si porranno di fronte a noi durante il cammino saranno facilmente eliminabili tramite l’uso della falce e di una croce argentata. Anche i boss, nonostante le loro immense dimensioni, non creeranno grossi grattacapi e saranno eliminabili nel giro di due o tre banalissimi Quick Time Event.
Graficamente, inoltre, il titolo Visceral Games è assolutamente penoso, tant’è che l’impatto globale ricorda nientemeno che i primi titoli con aliasing per Playstation 2, con modelli poligonali e visi indecenti. Anche la colonna sonora, nonostante il parlato in italiano, mette in risalto musiche mediocri e totalmente prive di qualsivoglia pathos. Uno spreco totale.
…O VOI CH’ENTRATE.
Destinare in videogioco un’opera letteraria così importante, porta con se enormi responsabilità… Responsabilità che EA, insieme al team Visceral Games, ha del tutto disatteso. Dante’s Inferno si presenta come il trash grafico del 2010 e non parliamo solo di texture, complessità poligonali, colorazioni, ma proprio della composizione artistica degli ambienti. L’impressione è che durante la lavorazione, passando dalle bozze tratteggiate al fulcro videoludico, la mediocrità dei programmatori abbia fatto la differenza non riuscendo a rendere onore all’idea dell’inferno dantesco, piazzando alla rinfusa quanto edificato. L’inferno a cui assistiamo è un disgusto sconclusionato che offusca, disturba e deprime. Proseguire il cammino nelle viscere infernali è una tortura fisiologica e mentale, e in questo EA ha fatto centro donandoci un supplizio continuo che rimarrà scolpito nella storia come la peggior raffigurazione dell’Inferno di Dante.