Panta Rei?Ciao mondo, sono Videogioco e sono incazzato come non mai.
Sono un media che ha un potere di coinvolgimento assurdo, sono un’espressione tecnologica e narrativa multistrato. Grazie a me la gente può subire piacevolmente momenti ricreativi, narrativi, didattici e legarli assieme in una nuova, armonica identità.
Sono il media più complesso da sviluppare e sono il media più complesso da fruire. Non sono per niente soddisfatto della situazione attuale, in nessun punto di vista, in nessun settore.
La critica ha perso la sua verginità da tempo, accanto ai consueti deficienti sparastronzate sono arrivati intellettuali e intellettualoidi in grado di comprendere il mio enorme potenziale espressivo e di analizzare la mia semiotica. Ma i deficienti rimangono ben saldi al loro posto.
Sul lato degli utenti sono spariti e si sono “normalizzati” i supernerd ed ecco arrivare il mercato di massa, ed ecco arrivare i bambocci che si fanno il bagno nella Nutella e si puliscono il sedere con il cucchiaino e gli appassionati innamorati di me. Ma lo strato nocciola mi sovrasta.
Sul lato degli sviluppatori sono sparite le piccole software house, i giochi basati su piccole idee. Fare Vg costa, fare Vg è difficile, rischioso. È nata la politica del sequel, della licenza, del poco lavoro e del tanto guadagno. Sono arrivate idee che sfruttano la corsa tecnologica, sono nati Vg che in passato erano non sviluppabili a livello di concept. Eppure i soldi mi soffocano.
Mi sono notevolmente sverginato negli ultimi tempi, ancora un po’ e rischio di infettarmi irrimediabilmente. I numeri parlano di prosperità. Soldi ed ancora soldi. L’industria del Vg ha scavalcato quella cinematografica da tempo.
Eppure sono irrimediabilmente più malato del cinema. L’industria del Vg accusa costi di sviluppo e tendenze allo scarso impegno in maniera analoga a quella cinematografica. È ciò è grave. È grave perché il Vg è giovane, il Vg è adolescente e inesplorato.
Ma starei bene, giuro, starei decentemente se i problemi fossero solo questi.
Il mio vero cruccio è l’identità.
Non so chi sono.
Non ho sviluppatori in grado di produrre numerosi giochi che abbiano segni esclusivi miei, e quando questi giochi illuminati arrivano, l’utenza idiota e becera li boccia senza appello.
Sono condannato al qualunquismo. Sono famoso eppure anonimo. Sono contaminato, eppure poco imitato. Mi sento una iena.
Qualcuno deve aiutarmi. Ho bisogno di sviluppatori forti. Ho bisogno di visibilità.
Ho bisogno di softco che si accorgano dell’inutilità della superarrampicata tecnologica, voglio passeggiare, portarmi a spasso i frutti dei lievi miglioramenti, di concept unici, di pietre miliari che sfruttino le capacità per scopi strutturali e contenutistici.
Ringrazio Sega e Konami, che mi hanno resuscitato. Mi hanno dato una mia forma.
Sono un media assemblabile e potente che va usato con perizia. Ringrazio i creatori di Rez e Metal Gear Solid 2.
Rez è il mio più caro figlio. Rez è la manipolazione delle mia abilità tesa ad arrivare a puri valori estetici. In Rez la struttura decade, il senso vince e la sensibilità distingue il videoplayer eletto.
Tatto, vista ed udito si legano nella coordinazione assumendo connotati astratti di pura percezione e in poco tempo la sinestesia delle mie componenti principali è compiuta. Ho un’identità inimitabile e mia senza dover arrampicarmi su piramidi evolutive. Nel genere di Rez, lui è paradigma ed arrivo. Ecco a cosa aspiro. Essere paradigma ed arrivo di me stesso. Essere unico ed irripetibile, come Dio.
Hideo Kojima percorre un’altra strada e si fionda diritto nel mio cranio, dove Rez si incespicava dalle gambe fino al mio intestino per poi penetrare nel cuore. Metal Gear Solid 2 non è paradigma ed arrivo tutt’uno ma è un capolavoro concettuale, è struttura e sovrastruttura. Con MGS2 esplodo nella mia complessità. MGS 2 è il classico, anche se anomalo strutturalmente, gioco d’avanguardia, sperimentale e quindi difettato eppure capolavoro e punto d’inizio di nuovi cicli.
In MGS2 io smetto di raccontare storie di merda ed inizio finalmente a giudicare la merda del giocatore. Divento il suo Dio bastardo, non accetto il suo rifiuto e non concedo libero arbitrio. E condanno l’errore con lo sfottò. Sovrastruttura contenutistica ad alto potere contraddittorio ed autoreferenziale, con arrogante messaggio subliminale di politica.
Sono proprio un serpente in MGS2. Inizio prendendo in prestito forme narrative altrui, cito pellicole e fumetti famosi per poi rifiutarli con forza nel finale. Il cinema ed il fumetto possono baciarmi il culo. Provate ad imitarmi adesso. Si provateci, dopo che ho giudicato il mio fruitore, che ho negato tutto e che lui è ancora qua davanti allo schermo per lo scontro finale. Dopo che gli ho negato il suo mito, gli ho affidato un antieroe. Sono troppo coinvolgente.
Ma non mi sfruttate. Rez e MGS 2 sono troppo pochi per una sola generazione.
Voglio elevare la mia cosmesi a pure estetica, il mio sonoro ad elemento imprescindibile dell’azione e voglio nella tecnologia il potere lento dell’immortalità evolutiva.
Voglio dei videogiocatori esigenti, ma competenti e che recepiscano i titoli originali.
Voglio una critica adulta che metta in risalto le minoranze di titoli a forte connotazione d’originalità e che bocci le operazioni commerciali.
Voglio degli sviluppatori con le palle, visionari e perfezionisti, perché è da loro che deve partire il nuovo corso.
Perché sono un media sottosviluppato.
Perché sono un media che ha un potere di coinvolgimento assurdo
Perché sono un’espressione tecnologica narrativa multistrato e multisfruttabile.
Perché voglio crescere.