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Gameplus compie 6 anni

Marzo 1996 – Marzo 2002
Game Plus compie 6 anni. Molti di voi saranno già disorientati e si staranno ponendo domande su come sia possibile tanta durata quando il sito è online da circa 2 anni. Vi tolgo subito questa curiosità svelandovi retroscena che tenevo nel cassetto per utilizzarli in un’occasione che ne rispecchiasse l’importanza, e quale miglior evento come  il primo restyling grafico professionale a cui GP si sottopone?
Fornitevi di una Coca Cola con un secchiello di Pop Corn o se volete anche di una tazza di The accompagnata con dei biscotti, che non sarebbe tanto male… e preparatevi a conoscere la nascita di Game Plus, dalla prima fulminante idea, all’arrivo nei negozi di Videogames al passaggio in Internet.
Siamo nel lontano inverno del 1995, un giovane teenagers di nome Valerio Mandova all’età di 19 anni decide di creare qualcosa di proprio, stanco delle false critiche presenti su tutte le riviste di videogiochi, Game Power compresa, comprate a suon di gettoni (ConsoleMania resta uno degli esempi più drammaticamente evidenti, eppure mensilmente ero li a comperarla, non tanto per leggerne i contenuti, quanto per vedere fino a che punto si poteva spingere la linea editoriale…) Questo ragazzo ormai maggiorenne, approda proprio in quel periodo su Internet e ne scopre in breve tempo tutte le potenzialità, oltre a non potersi staccare più dal monitor. Per molti di voi oggi Internet è una mezzo come un’altro, ma nei tempi in cui approdò trasformò i fortunati navigatori in pupazzi succubi di questa nuova tecnologia che negli anni a seguire esplose arrivando a quello che è tutt’oggi. Riuscivo a passare 18 ore su 24 collegato, pagando un’abbonamento per un 28K e causando la disperazione dei miei all’arrivo delle prime bollette.
Scoprendo tale magnificenza creò il suo bel Bookmark con i primi siti di videogames internazionali e dopo qualche giorno si domandò: ma perché non creare una Fanzine usufruendo di questo database giornaliero? Questo fu il primo lampo, la prima idea che nel giro di 3 mesi diede vita al primo, quanto indimenticabile (e introvabile, anche per me) numero 1 di Game Plus, completamente a colori, 30 copie rilegate sfornate direttamente dalla sua stampante e dalle numerose quanto costose cartucce a colori. La cifra sborsata fu esorbitante e la scelta del colore si rilevò un fallimento, costi elevati e minima quantità di copie, ma la passione era così forte da sovrapporsi a tutto ciò. I contenuti della rivista, creati insieme ad un suo amico di vecchia data, Fabrizio, si dividevano nelle classiche News, Preview e recensioni con un angolo iniziale chiamato “L’armata delle Tenebre” in cui i redattori parlavano di se e delle loro passioni. Lo scopo era soprattutto quello di dare critiche sincere e spontanee adottando si da subito il Game Art Crytical Essay che non prevedeva il 10 (la perfezione non esiste, se notate solo 3 titoli su Game Plus hanno ottenuto tale onorificenza: Super Mario 64, Zelda 64 e Pefect Dark)
Tale Valerio decise di portare le copie di questa rivista al suo negoziante di fiducia (attualmente ex) con il valore simbolico di 1.000 lire. Il negoziante dopo qualche giorno chiamò dicendo che l’idea gli era piaciuta e che aveva un progetto in mente.
Emozionato e incuriosito partì insieme a Fabrizio per recarsi da lui e scoprire cosa aveva in serbo. La sua intenzione era di stampare Game Plus a sue spese in una vera tipografia con una tiratura di circa 2.000 copie in bianco e nero da distribuire gratuitamente ai clienti che si recavano nel suo negozio di Roma e in altri 2 situati rispettivamente a Firenze e a Milano. Ovviamente la risposta dei 2 giovani fu un Si deciso, ma ad una condizione, che mai nessuno si sarebbe intromesso nei contenuti della rivista… al su OK nacque il numero 2 di Game Plus che oltre a Valerio e a Fabrizio vide l’inserimento di altri 2 membri, proposti dal negoziante stesso, che oltre ad occuparsi di qualche articolo si dedicarono alla nuova veste Grafica (la mia era decisamente amatoriale).
L’uscita di questo numero aveva al proprio interno, oltre alla preview di Mario 64 e alla recensione di quello che sarebbe diventato il Survirval Horror per eccellenza, Bio Hazard (Resident Evil), anche Tekken 2 che fu valutato con un clamoroso 5. Quel voto causò un putiferio generale. Alcuni lettori riportarono la rivista indietro mentre altri proclamarono lo scandalo!!! Per tanto ci fu una cena di lavoro con il negoziante e lo Staff per cercare di eliminare i voti (in fin de conti anche se Tekken 2 prese quella classificazione, ne veniva sempre consigliato l’acquisto) ma la linea editoriale rimase impassibile. E così uscì il terzo numero, nuovo mese, nuovi problemi. Nei numeri precedenti nessun titolo prese più di 7, ne il tanto osannato Bio Hazard, ne Scudetto per PC, ne Victory Goal e Panzer Dragoon 2 per Saturn ne tanto meno Real Bout per Neo Geo CD.
Un membro dello Staff si era preso l’incarico di recensire Civilization 2 per Personal Computer, titolo che su qualsiasi rivista in edicola venne valutato con un 8 (nel vecchio giudizio di Game Plus rispondeva a un 6). Il redattore rimase intransigente sulla sua scelta fregandosene della linea adottata dalla rivista e creando un caso interno. Alla fine il voto datogli fu 7, ma rimase il malumore generale. Mentre da una parte non veniva rispettata la politica della rivista dall’altra non si riusciva a convivere con questa. Questo portò alla divisione del gruppo e alla rescissione del contratto con il negoziante. Di Game Plus uscì un altro numero (il 4), stampato questa volta in bianco e nero e in modo artigianale in circa 200 copie distribuite per i negozi di Roma, ma era chiaro che bisognava trovare un’altra soluzione. Inizialmente si pensò di seguire la strada della tipografia con una nuova veste grafica ma i costi erano ben troppi per un ragazzo di 19 anni, per tanto si decise per la sospensione in attesa di sviluppi futuri.
Il progetto rimase così per qualche anno in archivio, fino all’estate del 2000, quando grazie anche alla conoscenza di Gabriele (Drago) venne alla luce la prima versione di Game Plus pensata esclusivamente per Internet. Ma come è rinata questa idea?
Come potrete constatare visionando la JPG dedicata alla posta della Fanzine di Game Plus, già nel lontano 1996 si pensò ad una versione pensata esclusivamente per la rete. E’ una prova di come GP sia stata una delle prime fanzine a muoversi, rispondendo a coloro che si vantano di essere stati i primi. Questa é la differenza tra GP e l’infinita quantità di E-Zine che giornalmente si affacciano nel nostro panorama, la storia e la passione dello staff di GP difficilmente si può riscontrare in altri luoghi.
Ok basta con la terza persona ora, quello che segue é storia abbastanza recente. Innanzitutto una clamorosa rivelazione: nel periodo di pausa e di riflessione mi offrì alla E-Zine Alternative-Reality, che in quei tempi seguivo assiduamente (ci dovrebbe anche essere, nella sezione posta della prima versione, una risposta del signor Fanelli ad un mio quesito) ma come risposta ebbi un no, dovuto al fatto che lo Staff era ormai al completo, ma che mi avrebbero messo in lista per un nuovo progetto editoriale, che prevedeva la nascita di un sito dedicato interamente ai codici. Fu con questa riposta che mi tornò la forza e la motivazione di riportare in vita Game Plus sfruttando proprio le potenzialità di Internet.
In quel periodo frequentavo giornalmente anche la Chat di A-R e proprio li diedi vita al nuovo Staff, in maniera anche alquanto sbrigativa, se da un lato entrarono personaggi di qualità eccelsa, anche caratterialmente, come Adolfao e Diablodream ancora oggi perni portanti della struttura, dall’altro ci furono elementi non proprio portati per la scrittura e con una cultura generale sotto la media Italiana. Lo Staff di Game Plus continuò a mutare nel tempo, raggiungendo la qualità che oggi ci contraddistingue e vedendo passa

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